Il sonno. Quello della mamma, non quello del bambino!

Il sonno è un tema molto caro ai neogenitori. Ci hanno scritto un sacco di libri e ci sono numerose teorie: dal celebre Fate la nanna, da Daddy B ribattezzato “Il metodo nazista” (pure, se siete genitori dotati di buon senso, secondo me lo troverete utilissimo perché non propone una formula magica sempre efficace ma una serie di consigli decisamente utili) al metodo Hogg, Pick up Put down. Credo che ogni genitore conosce suo figlio meglio di chiunque altro e che se evita di farsi prendere dal panico/nervoso/senso di inadeguatezza saprà senz’altro trovare il sistema per fare dormire il proprio bambino. Che poi lo voglia far dormire nel lettone, abituarlo a addormentarsi in braccio, insegnargli da subito a dormire da solo… be’, è un fatto privatissimo e non credo ci sia un giusto e uno sbagliato. L’importante è essere consapevoli che i bambini ci impiegano un attimo ad abituarsi, (soprattutto alle cose belle come stare in braccio alla mamma) e altrettanto velocemente i bambini crescono, per cui se abituate un bimbo di 4 kg a dormire in braccio, ben presto sarà un bimbo di 9 kg quello che avrete tra le braccia… ma sono scelte molto personali e, comunque, sul sonno dei bambini si è detto tutto e il contrario di tutto (come del resto su quasi ogni cosa relativa ai neonati), per cui qui vorrei parlare di un altro sonno. Il mio. Il vostro. Quello della mamma (e un po’ anche del papà). Quando vi dicono che dovete dormire quando dorme il bambino, HANNO RAGIONE. Fatelo da subito, da quando tornate a casa dall’ospedale. Sono le 11 di mattina e lui/lei si addormenta dopo la poppata? Benissimo, state ferme sul divano e dormite anche voi! Sono le 14 e avete i piatti da lavare? Non importa, dormite! Io non sono mai riuscita a dormire di giorno e, dalla nascita di Balù, approfittavo dei suoi (all’epoca numerosi) pisolini per rassettare casa e lavorare (!) Ora im chiedo cosa diavolo avessi in testa perché adesso Balù ha 8 mesi, io ho ripreso a lavorare anche ufficialmente e ho un debito di sonno MOSTRUOSO. Perché non è mica detto che il vostro piccolo a 3 mesi comincerà a dormire tutta notte. Magari sì, magari no. Balù ha optato per il no. Non fa scenate, non poppa di notte, ma tra le 2 e le 4 si sveglia almeno una volta. Basta alzarsi, rimboccargli le coperte e dargli il ciuccio e si riaddormenta, ma comunque la notte è sempre spezzata. E dopo 9 mesi di notti spezzate, passando da quelle in cui si svegliava per poppare perché era piccolissimo, a quelle in cui si svegliava per il caldo torrido perché era agosto, a quelle in cui si sveglia perché ha calciato via le coperte… be’, penso che se tornassi indietro comincerei ad accumulare ore di sonno dagli ultimi mesi di gravidanza. Perché non ve lo danno un premio se lavorate fino al giorno del parto (lo dico soprattutto per me, ma temo di essere in buona compagnia) e nemmeno se i primi mesi con il bambino cercate di fare come se poteste fare tutto da sole (per la mia esperienza, i papà all’inizio non capiscono l’entità del cambiamento, le mamme ne sono travolte). E se tornassi indietro, non resterei in una città in cui ci siamo solo io e Daddy B ma correrei dalla mamma. Sì, la maternità mi ha reso mammona. E 9 mesi di notti interrotte (conto anche l’ultimo mese di gravidanza, che col pancione non è che si facciano delle grandi dormite!) me lo fanno ammettere senza vergogna.

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