Il nemico che non ti aspetti – Autosvezzamento (2)

PappaQuando io e Daddy B abbiamo deciso di optare per l’autosvezzamento, ho pensato che il parentado (e non solo) ci avrebbe preso per matti. Immaginavo mio suocero atterrito all’idea che dessi del cibo solido a suo nipote e mia madre un po’ turbata – ma non troppo: mia madre pensa che se io sono convinta di una cosa, soprattutto che riguarda mio figlio, allora è giusta e mi appoggia incondizionatamente. Sì, sono una figlia fortunata!

Tra l’altro, curiosando su autosvezzamento.it, il sito italiano dedicato all’autosvezzamento, e sulla pagina Fb collegata mi ero imbattuta in più di una mamma che confessava di essersi scontrata con madre/suocera/padre/suocero/pediatra e chi più ne ha più ne metta. Ciliegina sulla torta, ho cominciato a (auto)svezzare Balù mentre vivevo a metà tra Milano e casa dei miei ed ero un po’ preoccupata dalla logistica. Invece è andato tutto benissimo da subito. Certo, mia madre all’inizio mi chiedeva “E a lui cosa preparo?” ma nel giro di un paio di settimane eravamo già perfettamente a regime e mangiavamo tutti le stesse cose. E anche il resto del parentado non ha fatto una piega. Della serie: se va bene ai genitori, chi siamo noi per interferire? Wow!

Dopo un mese di autosvezzamento, però, ho pensato di lasciar perdere. Anche se Balù scopriva il cibo con un entusiasmo indescrivibile. Anche se la nonna era tutta contenta di cucinare per suo nipote di 7 mesi. Anche se mi divertivo a dividere il piatto con lui (e anche se andava a finire che poi io non mangiavo nulla). Perché? Perché Daddy B, a parole favorevole all’autosvezzamento, ne dava un’interpretazione tutta sua: il bambino mangia, quindi non deve più poppare. E hai voglia a dirgli che, veramente, l’autosvezzamento si chiama anche alimentazione complementare a richiesta e con complementare si intende il cibo, non il latte. Che era una fortuna che Balù fosse così interessato al cibo perché, se non lo fosse stato, avrebbe continuato a poppare e lui probabilmente l’avrebbe fatto morire di fame (ok, sto esagerando!) Niente, non c’è stato verso. Mi sono ritrovata ad allattare Balù di nascosto! Quando Daddy B era via per lavoro mi sentivo addirittura sollevata, nonostante dovessi gestire da sola i risvegli notturni di Balù. Ma meglio, almeno se aveva fame poteva mangiare! E giuro che non sono mai stata una mamma che “Oh mio figlio piange – ha sicuramente fame!”

Le cose poi si sono aggiustate da sole. Io ho tenuto duro, Balù la mattina beveva tantissimo latte e durante il giorno chiedeva due poppate – ora poppa la mattina e al massimo ogni tanto nel pomeriggio (lavoro permettendo). Ma è stato davvero brutto: ogni mattina Daddy B prendeva in braccio Balù, che la notte aveva fatto una poppata, e gli diceva: “Anche stanotte hai infinocchiato la mamma”. (La poppata notturna poi è passata da sola). Non importava quanto mangiava Balù o cosa voleva – ed è un bambino che si fa capire molto bene, eh! – No, niente. Se mangia cibi solidi, allora niente latte. Ho perfino pensato di passare al latte artificiale: magari quello Daddy B l’avrebbe accettato. Comunque siamo sopravvissuti anche a questo e, visti i risultati e la soddisfazione con cui Balù ormai mangia in autonomia qualsiasi cosa (be’, quasi), anche con “il nemico” dentro casa, ne è valsa la pena!

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7 thoughts on “Il nemico che non ti aspetti – Autosvezzamento (2)

  1. Ci avesse provato mio marito si sarebbe preso uno di quei cazziatoni che gli avrebbero fatto passare la voglia di aprire bocca per un anno XD

  2. beh questa poi.. dai eri troppo fortunata coi parenti, una sfiga dovevi averla!!
    io ammetto di aver preso la decisione quando vedevo che dopo il pranzo non voleva più niente e ci giocava solo, l’ha fatto due o tre volte e poi basta non l’ho più proposta..
    ora vorrei tanto togliere quella di notte, ma non so se riesco..

    1. Eh, noi con quella di notte siamo andati avanti un (bel) po’: fino ai 9 mesi e io ero distrutta, anche perché improvvisamente aveva cominciato a svegliarsi molto più spesso, tipo 6 volte a notte (e non lo faceva nemmeno a 2 mesi!) Lì Daddy B è stato fondamentale: mi ha dato la forza di tenere duro e dopo 4 notti difficili, in cui gli ho dato il ciuccio invece del seno, ha smesso di chiedere il latte e di svegliarsi. Spero che presto riesca anche tu a ricominciare a dormire, perché la mancanza di sonno è una tortura (e chi non l’ha vissuta non se ne rende conto!)

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