Dell’autosvezzamento e degli zuccheri

Pappa&co.Quella dello zucchero ai bambini, in particolare ai bambini mooolto piccoli, è una questione che mi sta davvero a cuore perché si dà il caso che io abbia proprio un bambino mooolto piccolo (beh, quasi). Però, soprattutto durante queste feste pasquali, mi è stato detto che sono “troppo rigida” e “un po’ fissata” (invece quando ho optato per l’autosvezzamento e lasciato Balù libero di pescare dal mio piatto e da quello di papà ero “troppo estrema”).

Durante la gravidanza mi avevano diagnosticato il diabete gestazionale, per cui sono fresca di colloqui con una nutrizionista e la cosa mi aiuta a pensare di non essere un marziano a controllare gli zuccheri nella dieta di mio figlio. Non ci perdo le ore, però leggo gli ingredienti dei prodotti che do a Balù e, a parte qualche biscotto la mattina (tendenzialmente Oro Saiwa, ma dai nonni ci sono anche i Plasmon) durante il giorno gli zuccheri che assume vengono dalla frutta. Siccome non sono una di quelle mamme che prepara frullati, omogeneizzati e centrifugati freschi, quando sono di corsa gli do la purea di frutta (che, contrariamente agli omogeneizzati di frutta, non contiene zuccheri aggiunti). A volte per merenda la mescolo alla yogurt bianco intero (preferisco così invece che dargli lo yogurt alla frutta, che spesso ha più zucchero che frutta… ehm sì, forse sono un po’ rigida!).

Ok, a questo punto state pensando che sì, sono fissata, e probabilmente avete ragione. Però un bambino di 1 anno sta ancora scoprendo il gusto delle cose e io vorrei che continuasse la sua esplorazione senza essere “condizionato” dal dolce.

Lo zucchero è una droga (almeno per me!), Balù ha tutta la vita per scoprire i dolci ma, dato che non mi pare proprio contengano nutrienti essenziali e visto che a 1 anno il cibo di conforto è il latte (almeno per Balù!), perché inserire nella sua dieta dolcetti, pezzi di uovo di Pasqua e colombe?

E visto che tanto ormai la parte di quella fissata l’ho fatta, aggiungo una cosa: la frutta la mangiamo a metà mattina e a merenda, mai a fine pasto. So che al nido gliela danno anche a mezzogiorno, ma la nutrizionista di cui sopra aveva molto insistito sull’evitare il consumo di frutta dopo i pasti. Poi, come per tutto, la differenza la fa la quantità: non mi preoccupo se ogni tanto mangia qualche dolce, ma non vorrei che questi rientrassero (già) stabilmente nelle sue abitudini alimentari.

Però è proprio vero che ogni mamma fa mondo a sé (e forse ognuna di noi ha le sue fisse): un’amica che dà senza problemi torta al cioccolato (fondente) purché senza burro alla propria bambina è inorridita perché ho lasciato che Balù assaggiasse un tagliolino al tartufo (cotto), mentre una delle nonne, che gli prepara la pasta senza sale (cosa che lo lascia sempre molto perplesso), vorrebbe dargli a colazione le merendine del Mulino Bianco!

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6 thoughts on “Dell’autosvezzamento e degli zuccheri

  1. Io…primo figlio: niente cioccolato/dolci/schifezze fino ai 3 anni e stessi discorsi (giusti) che fai tu
    Seconda figlia: velo pietoso…. Vede il fratello e vuole vuole vuole… E non riesco a dirle di no! Patatine del mc comprese… Per fortuna sono occasioni “eccezionali” (beh, le torte fatte in casa non sono occasioni tanti eccezionali a dire il vero…) 😛

  2. Sulle torte fatte in casa faccio uno strappo alla (mia) regola anch’io: in pratica la infrango almeno un paio di volte a settimana… Però cerco di non fare torte troppo pasticciate! 😉

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