Manovre Salvavita Pediatriche: il corso della Croce Rossa

Manovre SalvaVita Pediatriche

Volevo seguire un corso sulle manovre di disostruzione pediatrica più o meno da che ho deciso di autosvezzare Balù. Lui ormai è bello che autosvezzato, io il corso l’ho seguito solo ieri (i mesi scorsi ho però imparato a memoria il tutorial della Croce Rossa), organizzato dalla Croce Rossa Italiana. Si è parlato di varie cose: di SIDS e delle regole per il sonno sicuro, di febbre e di convulsioni febbrili (che io nemmeno sapevo esistessero), di gastroenterite e di vaccini (il pediatra relatore, chiudendo la risposta alla mamma che aveva detto: “Io ho sentito che i vaccini causano l’autismo” – e io mi chiedo come una bufala vecchia di anni possa fare ancora così male – se n’è uscito con una frase che mi ha colpito molto: “Io non vorrei mai essere nei panni di quei genitori il cui figlio si ammala di meningite e loro sanno di non aver fatto tutto quello che avrebbero potuto per evitarlo”).

E si è parlato naturalmente di disostruzione (qui potete scaricare la presentazione della CRI). Ho scoperto che Balù non è più un lattante ma è un bambino, perché ha più di 1 anno di età, pesa più di 10 kg ed è più lungo di 75 cm (se si verificano tutte e tre queste variabili si parla di lattante, ma basta ne manchi una perché si parli di bambino) e quindi la manovra di disostruzione da usare (speriamo mai) non è quella del lattante ma quella del bambino. Ho scoperto che si distingue tra occlusione parziale (e non si deve fare nulla se non incoraggiare il bambino a tossire. Nulla, capito? Niente pacche sulla schiena, che si rischia di trasformare l’occlusione da parziale in totale. Niente acqua. Niente, solo stare calmi, rassicurare il bambino, invitarlo a tossire) e occlusione completa (e qui è il caso di intervenire).

Capite che l’ostruzione è completa perché il bambino non parla, non tossisce e, generalmente, va verso l’adulto con cui ha più confidenza portandosi le mani alla gola. A questo punto:

1. dite a qualcuno di chiamare il 118 (qualcuno di preciso, evitate di non sapere chi chiama o quante chiamate partono, se partono). Se siete soli, lasciate perdere il 118 e passate subito alla manovra.

2. eseguite la manovra di disostruzione. 5 pacche interscapolari alternate a 5 compressioni. (Non abbiate paura di dare le pacche: la compressione efficace è di 1/3).

Se la manovra non va a buon fine e il bambino perde conoscenza, chiamate il 118 e cominciate le manovre di disostruzione per paziente incosciente – verrete guidati dall’operatore – fino all’arrivo dei soccorsi qualificati.

L’istruttore diceva che se ci fossero più persone qualificate per interventi di primo soccorso saremmo in una società più sicura. Credo sia molto importante che soprattutto chi sta a contatto con i bambini (genitori, nonni, maestre, animatrici, educatrici) sia preparato a intervenire. Durante l’incontro è stato trasmesso il video dell’interivsta alla mamma del bambino che alcuni mesi fa si è soffocato mangiando un hot dog all’Ikea. Non ho il coraggio di riguardarla perché è troppo dolorosa, ma lei dice che se non li sappiamo proteggere noi, i nostri bambini, chi li proteggerà? Ha ragione. Spero di non dover mai usare la manovra, ma conoscerla può fare la differenza.

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