Ok, ti autosvezzo. Ma cosa ti do da mangiare?

Decidere di autosvezzare Balù è stata una delle decisioni più felici che io e Daddy B potessimo prendere. La cosa che più mi è piaciuta è che, anche in fatto di cibo, abbiamo seguito Balù fidandoci di lui invece che imporgli delle cose. E la nostra diete è diventata ancora più sana perché, se tuo figlio può pescare liberamente dal tavolo, tendi a evitare che su quel tavolo ci siano schifezze – soprattutto all’inizio. Poi le schifezze una volta ogni tanto ci stanno, se no sai che tristezza?

Il primo problema per me è stato capire cosa offrirgli a colazione e a merenda. I pasti principali non sono mai stati complicati (fusilli, verdure al vapore, legumi, polpette, minestroni, passati di verdura, risotti, lesso, pesce al forno… tutto, insomma!), ma per colazione e merenda non sapevo cosa offrirgli, soprattutto quando poppava ancora parecchio. La colazione infatti la faceva a letto con me, ma poi voleva anche quello che mangiavo io, una volta in piedi. Superando i miei problemi con gli zuccheri, abbiamo raggiunto un compromesso con i biscotti secchi (tipo Oro Saiwa, per intenderci) e da che ha un anno e beve il latte vaccino li intinge lui direttamente nella tazza, ma in generale per colazione e merenda fin da subito gli ho offerto yogurt intero, frutta morbida tipo banana e compote di frutta. I biscotti sono arrivati dopo gli 8 mesi, ma per le torte o il pan brioche fatto da me ho sempre fatto un’eccezione.

L’altro problema è stato che decidere di fargli mangiare cose sane ha significato volerne sapere di più sugli ingredienti dei prodotti che acquistiamo. Anche prima evitavo l’acquisto di troppi prodotti già pronti, ma adesso se riesco a preparare io il pane o la pasta per la pizza sono più contenta (anche perché è più buona!), ed evito merendine, dolciumi vari, sughi e piatti pronti. Non abbiamo dovuto rivoluzionare più di tanto le nostre abitudini, ma siamo diventati ancora più consapevoli. Non mi metto a fare io la passata di pomodoro (anche avessi il tempo, mi annoierei a morte), ma le torte per la colazione sì, così so esattamente cosa c’è dentro. E non solo mangiamo meglio, ma spendiamo pure meno! E no, non passo il tempo a cucinare: scelgo solo ricette del tipo “minimo sforzo massimo risultato” e, quando si può, divido tutto in porzioni e surgelo. In più ho imparato a pianificare, così non mi faccio trovare impreparata – e ammetto che dover pensare solo alla cena perché Balù pranza al nido rende tutto più facile 😉

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