Come si può uccidere un bambino?

Da ieri penso a quello che è successo a Motta Visconti, a quello che si legge sui giornali. Anzi, no: non penso a tutto quello che è successo. Penso a una cosa sola, c’è un’unica domanda che mi assilla e che cerco di cacciare perché non trovo risposte, se non mostruose: come puoi uccidere un bambino di 20 mesi, addormentato? Come puoi uccidere il tuo bambino di 20 mesi, addormentato nel tuo letto?

Durante le vacanze di Natale ho letto L’avversario, un romanzo-verità di Carrère – quello di Limonov – in cui l’autore affronta un caso di cronaca che, a inizio anni ’90, sconvolse la Francia: Jean-Claude Romand, rispettabile padre di famiglia, il 9 gennaio 1993 uccise la moglie e i due figli, quindi si recò dai propri genitori e uccise anche loro (e anche il suo cane), prima di tentare il suicidio.

Di fronte al caso Romand, come a quello di Motta Visconti, quello che non riesco a capire è perché un padre debba uccidere anche i propri figli. Quelli che fino al giorno prima probabilmente amava. A cui prendeva la mano camminando per strada. Carrère prova a scavare nella personalità di Romand (con cui tra l’altro intrattiene una corrispondenza sporadica), ma non arriva a una risposta. Però Romand, fino al giorno prima di ucciderli, sembrava amare davvero i suoi figli. E poi, cosa succede?

Uccidere un adulto è orribile, ma uccidere un bambino non ha senso. Che ragione c’è di uccidere un bambino?

Penso a Balù com’è bello quando dorme, rannicchiato nel suo lettino. A come mi incanto a guardarlo, ad ascoltare il suo respiro, profondo e regolare. A respirare il suo profumo di buono, che riempie la cameretta. Se devo trovare un’immagine per l’innocenza, è questa: mio figlio che dorme. E se penso a Motta Visconti, allora, è solo orrore. Orrore e un “perché?” che non può avere risposta.

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2 thoughts on “Come si può uccidere un bambino?

  1. Condivido in pieno il tuo post. Pensare a questo fatto di cronaca mi fa stare male come non avrei pensato. Ora che sono mamma sento il dolore in maniera più intensa, se possibile. Anche io sono stata colpita dal bambino che dormiva nel letto matrimoniale, sarà perché abbiamo dei figli piccoli o forse sarà perché l’immagine di un bimbo che dorme nel letto dei genitori è quanto di più bello, placido e soave possa esistere, è proprio l’immagine dell’amore pieno. Che poi alla fine mi chiedo una cosa: ma com’è che queste persone (anche se “persona” non è il termine adatto…) riescono ad uccidere le loro vittime e poi “tentano” di suicidarsi e non ci riescono? Strani fenomeni…

    1. Anche io, da che sono mamma, sono ancora più colpita da queste notizie – e invece preferirei mi scivolassero via. L’immagine di un bimbo addormentato nel lettone per me è davvero l’immagine dell’amore pieno, come dici benissimo tu, per cui proprio non riesco a capire. Ma porbabilmente da capire non c’è nulla…

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