san michele massino visconti

Una cartolina da Massino Visconti (No)

Per Ferragosto sono andata qualche giorno sul lago Maggiore con Daddy B, Balù e Mucchino. Negli anni ci siamo andati spesso perché la famiglia materna di Daddy B è originaria di quella zona, ma stavolta ne abbiamo approfittato per fare qualche breve gita con Balù (lasciando Mucchino a casa a scorrazzare nel prato).

imbarcadero meina

Abbiamo così avuto l’occasione finalmente di visitare Massino Visconti, incantevole paese affacciato sul lago che di solito attraversiamo soltanto per salire al Monte Salvatore e andare a mangiare alla trattoria San Salvatore.

“Circondato da dolci colline verdeggianti – così si legge sul pannello appeso fuori dal punto informazioni – Massino Visconti ha origine romana. Le sorti di Massino iniziarono con l’accrescimento della famiglia dei Visconti nel Vergante. Il centro storico conserva edifici di notevole interesse, in un connubio perfetto tra natura, religione e arte. Il paesaggio è disegnato da stretti terrazzamenti, frutto dell’erosione continua dei ghiacciai, che l’uomo ha ricoperto di estese coltivazioni di alberi da frutto, vigne e olivi”.

Decisi ad andare alla scoperta di questi “edifici di notevole interesse”, abbiamo quindi parcheggiato (parcheggio gratuito) a pochi passi dalla chiesa romanica di San Michele (sec. XI), che secondo me è più suggestiva fuori che dentro e ha un magnifico campanile pendente.

san michele massino visconti

Ci siamo poi incamminati lungo la strada principale per andare al Castello Visconteo (sec. XV e successivi).

Fatti pochi passi però siamo stati attirati da un’insolita fontana in una stradina alla nostra sinistra. Avvicinandoci abbiamo scoperto che non era una fontana ma un lavatoio a tre vasche, ancora funzionante e utilizzabile (con tanto di cartello che spiega come usarlo).

lavatoio massino visconti

Proseguendo lungo la strada si incontra sulla destra un panificio, al di là di un cancello bianco: ci siamo fermati a comprare il pane per pranzo e, visto che un signore in coda ci ha ceduto il posto perché aspettava la focaccia, abbiamo deciso di aspettarla anche noi – se uno aspetta che la sfornino dovrà essere buona, no? E l’attesa è stata ripagata: la focaccia è davvero ottima!

Rifocillati (non che ce ne fosse bisogno, eh!), abbiamo fatto i pochi passi che ci dividevano dal Castello Visconteo, un palazzo signorile più che un castello vero e proprio, molto bello ma un po’ trascurato (almeno da quel che si può vedere dall’esterno, dato che non è aperto al pubblico).

castello massino visconti

Subito dopo il castello comincia la salita che porta alla chiesa parrocchiale: ci siamo fermati un po’ nel pratino antistante l’edificio e poi siamo tornati sui nostri passi.

Dopo una breve sosta nell’area giochi sotto la chiesa di San Michele abbiamo ripreso la macchina e siamo ripartiti.

La gita è durata non più di un paio d’ore: il paese è piccolo, ma vale la pena di fermarsi a visitarlo perché si gode di una splendida vista sul lago (Massino è sopra Lesa e di fronte a Ranco) e perché gli edifici e le case, anche quelle abbandonate a se stesse, hanno un fascino particolare che non può lasciare indifferenti.

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