La maternità è cosa da donne

la maternitàLa maternità è cosa da donne. È banale e pure tautologico, ma prima non ne capivo la portata fino in fondo. Me ne sono resa conto in pieno osservado mia madre, io mamma.

Lo scorso autunno, fermamente intenzionata a non mandare Balù al nido prima dei 9-10 mesi, ho vissuto con un piede a Milano e l’altro nella città dei miei genitori, in modo da poter contare sull’aiuto di mia madre. Si è creata così una routine, anzi, più di una. Una di mia madre con mio figlio, nelle ore in cui faceva la nonna a tempo pieno (cioè mentre io lavoravo) e una di mia madre come madre di una mamma.

Dopo la nascita di Balù, mi sono resa conto in frettissima che diventare mamma mi stava facendo conoscere molte cose di me che prima ignoravo. Ma non pensavo che a diventare mamma avrei conosciuto meglio mia madre. Capìto, anzi. Imparato a smettere di dare per scontato. Imparato il valore (e il costo) delle cose che ho sempre dato per scontate.

Perché lo scorso autunno, nei mesi trascorsi in bilico tra due città, ho visto mia madre continuare a fare la mamma e preoccuparsi per me, troppo stanca per riuscire a gestire tutto e troppo orgogliosa per ammetterlo. L’ha fatto con il suo solito modo dolce e discreto, ma l’ha fatto. E l’ho avuta al mio fianco, sempre dalla mia parte, in ogni mia scelta: dall’autosvezzamento al pendolarismo, per dire. L’ho avuta dalla mia parte come sempre in tutta la mia vita (anche quando sapevo benissimo che non era d’accordo). E ho scoperto la quantità di fiducia che ripone in me: infinita.

Osservandola con mio figlio, l’ho conosciuta come nonna. Il genere di nonna che, quando hai bisogno di staccare un momento la spina (leggi: farti una bella doccia con calma) prende tuo figlio che vorrebber stare con te e gli dice: “Tesoro, lo so che è la tua mamma e tu sei il suo bambino e che vuoi stare con lei. Ma è anche la mia bambina (sic) e io la sua mamma e adesso la lasciamo riposare un po’. Poi torna da te” per poi trovare un modo di distrarlo che solo lei sa come le viene in mente o come fa a funzionare. Il genere di nonna che accudisce il nipote e accudisce la figlia, e lei si mette dopo tutti gli altri. Come ha sempre fatto, ma prima non me ne accorgevo. O forse lo davo per scontato. Ma prima la parola “stanchezza” aveva un senso meno totalizzante. Il genere di nonna che stravede per il nipote ma è sempre, comunque, dalla parte della figlia. Che non ti dice: “Trent’anni fa si faceva così, e guarda come sei venuta su bene” ma che ti ascolta sempre. Perché lo sa che, di tuo figlio, la mamma sei tu. Che fa di tutto per alleggerirti il peso delle giornate. E lo fa sempre con la massima discrezione.

Osservandola nella casa dove ho trascorso buona parte della mia infanzia e la mia adolescenza, vedendola fare i gesti soliti di tutta una vita, mi chiedo come sia riuscita a fare tutto. Lavorare, mettere al mondo e tirare su quattro figli, coltivare degli interessi. Ma se glielo chiedo, lei non se lo ricorda. Dice: “Ma, sai, io avevo i miei genitori vicino che potevano aiutarmi”. (Dico, quattro figli! A me i genitori vicini non basterebbero di certo!) oppure “Ma, forse voi dormivate di più”. Ma io mi chiedo, banalmente, come abbia potuto cucinare per quel piccolo esercito, tutti i giorni, tutta la vita, e pure senza lamentarsi. (E senza meal planning!). Come abbia potuto non staccare la spina, mai. Esserci sempre. E mettere sempre prima noi.

Osservandola, guardando per la prima volta con gli occhi di mamma, ho capito che mia madre è (probabilmente) la persona più altruista che conosco. Oltre che (senza dubbio) la più discreta. E la più forte. Ho sentito il prezzo di certi sacrifici nemmeno detti, perché forse non li ha mai vissuto come tali. E ho capito che io non ne sarei capace. Non di tutti di certo.

Ma forse è vero, il destino di ogni donna è assomigliare alla propria madre.

Mia madre, più invecchia, più assomiglia alla sua, almeno per come la ricordo io.

Forse è vero, il destino di ogni donna è assomigliare alla propria madre.

Senza ripeterne gli errori. Perché è bene che ogni generazione impari da quello che la precedente ha sbagliato.

Forse è vero, il destino di ogni donna è assomigliare alla propria madre.

Me lo ripeto ancora una volta. E penso che, per mio figlio, potrebbe essere una gran bella cosa.

Annunci

21 thoughts on “La maternità è cosa da donne

    1. Sono curiosa di scoprire la prossima somiglianza… anche perché per ora sono tutte belle 🙂 Grazie per il complimento, secondo me è difficile parlare della propria madre (almeno, per me lo è) e sapere che ho reso l’immagine e l’ho fatto con la dolcezza sperata mi fa davvero piacere!

  1. Wow, avrei molti pensieri con cui replicare, ma ti dico solo questo: sei davvero fortunata e, ora che ti sei accorta, tieniti strettissima la tua mamma! È unica, nel tuo caso è pure meravigliosa.
    Nel mio caso personale, ho un post in bozze, e non sono fortunata come te.
    Buon fine settimana 🙂

    1. Sono fortunata sì, hai ragione. È stata una fortuna anche ricreare una (provvisoria) quotidianità con lei, perché abbiamo avuto modo di stare di nuovo vicine, adulte (e mamme) entrambe.
      Ora aspetto di leggere il tuo post!

    1. Grazie a te! E capisco il desiderio… Col senno di poi, mi chiedo perché non sono andata da mia madre subito dopo il parto (cesareo d’urgenza) invece che ostinarmi a stare qui da sola e giocare a fare Wonder Woman!!

  2. Bel pensiero davvero, anch’io, da mamma, vedo con occhi nuovi molte cose, anche il rapporto con mia mamma.
    E… X continuare il lavoro che facevo dovrei tornare a Milano, dai miei genitori, nella casa dove sono cresciuta, e farmi dare una mano…

    1. Decidere di tornare a casa dei propri genitori, anche se in maniera provvisoria, per me non è stata una decisione facile. Non sapevo come sarebbe stato e onestamente avevo un po’ paura. Però era la soluzione che mi dispiaceva di meno e devo dire che non solo mi ha permesso di fare tutto (perfino riposare un po’!) ma anche di vedere mia madre come madre, e non solo come la mia mamma.
      Ho letto il tuo post su mamme&lavoro: sono decisioni personalissime e, secondo me, alla fine vanno fatte di pancia… Sceglierai sicuramente il meglio per te e per Amorissimo.

  3. Hai ragione, anche il mio rapporto con mia madre, dopo essere diventata mamma, si e’ trasformato e approfondito e io le sono infinitamente grata, oltre ad averla capita di più.
    Mi chiedo anche io come facesse e comprendo solo adesso il perché di scelte e consigli di cui non avevo mai colto il senso.
    Non so se sarò essere forte e altruista come lei, ma ci provo.
    Scommetto che tua madre e’ orgogliosa di te come tu di lei!!!
    Questo post e’ una dichiarazione di amore filiale dolce e sincera!

    1. È orgogliosa sì: me lo dice pure, oltre a dimostrarmelo.
      Anch’io sono infinitamente grata a mia madre. E la gratitudine che provo nei suoi confronti ora è più “matura”, perché ho condiviso con lei qualcosa di immenso e allo stesso tempo così naturale com’è il diventare mamma. Un dono nel dono 🙂

  4. Lacrimuccia…è proprio vero quello che scrivi…e forse anche le nostre mamme la pensano allo stesso modo…chissà come deve essere strano vedere le loro “bambine” mamme…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...